Il regolamento europeo orienta fondi e strategie verso le tecnologie critiche: un’occasione per valorizzare progetti, competenze e collaborazioni già presenti nella rete
Il regolamento europeo STEP è una delle principali novità nel quadro delle politiche industriali e dell’innovazione dell’Unione Europea. Non si tratta di un nuovo fondo, ma di un meccanismo attraverso cui l’Europa intende riorientare risorse già esistenti verso alcune filiere tecnologiche considerate decisive per il futuro: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite e biotecnologie.
È su questo scenario che si è concentrato l’intervento di Irene Burroni durante l’incontro “Nuovi Orizzonti: Strategie e Strumenti per Anticipare il Futuro”, promosso da RIBES-Nest in collaborazione con CUOA Business School.
Punto centrale dell’approfondimento è stato il rapporto tra questa nuova cornice europea e le possibili opportunità per una rete come RIBES-Nest, attiva in ambiti come salute, diagnostica, alimentazione, biotecnologie, ingredienti funzionali e trasferimento tecnologico, che rientrano appieno nelle traiettorie individuate da STEP.
Una politica europea per orientare ricerca e investimenti
L’iniziativa STEP nasce dalla necessità dell’Unione Europea di ridurre alcune vulnerabilità emerse con forza negli ultimi anni: dipendenze da Paesi terzi, fragilità delle catene di fornitura, concorrenza internazionale sulle tecnologie critiche e bisogno di rafforzare la capacità industriale europea.
In questo quadro, l’obiettivo non è soltanto sostenere singoli progetti, ma concentrare risorse e strumenti su filiere considerate strategiche. Per RIBES-Nest questo significa leggere le proprie progettualità non solo come iniziative di ricerca o innovazione isolate, ma come potenziali contributi a catene del valore più ampie, rilevanti anche a livello nazionale ed europeo.
Perché STEP interessa RIBES-Nest
L’interesse per RIBES-Nest deriva soprattutto dalla centralità attribuita dalla Commissione europea alle biotecnologie e alla bioproduzione. In questa categoria rientrano ambiti affini alle attività della rete: tecnologie mediche, biomolecole, prodotti farmaceutici, biotecnologie agricole, bioeconomia, alimentazione funzionale e applicazioni per la salute.
Le opportunità per la rete
Durante l’intervento sono emerse alcune opportunità molto rilevanti per RIBES-Nest:
- La prima riguarda i progetti di ricerca e sviluppo nei settori salute, alimentazione e biotech, soprattutto quando presentano un livello di maturità tecnologica già avanzato, indicativamente tra TRL 5 e TRL 8.
- La seconda afferisce agli investimenti collegati allo sviluppo di tecnologie, processi, prodotti e scale-up produttivi inseriti in filiere considerate critiche.
- La terza si poggia sulla formazione e sullo sviluppo di competenze, un ambito in cui il partenariato tra imprese, università e organismi di ricerca rappresenta già uno degli elementi distintivi della rete.
- La quarta coinvolge l’internazionalizzazione e la possibilità di costruire partenariati europei con soggetti attivi su ambiti tecnologici analoghi.
Cosa può fare RIBES-Nest
L’intervento ha indicato anche alcune possibili azioni concrete. La prima è la mappatura dei progetti di ricerca e sviluppo già presenti nella rete, sia quelli in corso sia quelli in fase embrionale, al fine di verificare quali progettualità siano potenzialmente coerenti con il perimetro STEP.
Un secondo ambito riguarda il monitoraggio dei bandi regionali, nazionali ed europei che saranno progressivamente riallineati alla nuova cornice europea.
Un terzo passaggio riguarda la costruzione di dossier progettuali e di posizionamento, finalizzati a dimostrare il contributo della rete alle filiere strategiche europee.
Infine, RIBES-Nest può svolgere un ruolo di raccordo nella costruzione di partenariati con altri soggetti italiani ed europei, favorendo candidature più solide e coerenti con le nuove priorità comunitarie.