Food 4 Life: nuovi ingredienti funzionali e soluzioni innovative per l’alimentazione del futuro

Food 4 Life: nuovi ingredienti funzionali e soluzioni innovative per l’alimentazione del futuro

Presentati i risultati intermedi del progetto di ricerca finanziato attraverso il Programma Regionale PR FESR 2021–2027 – Azione 1.1.1 Sub A

 

Nuovi alimenti funzionali, ingredienti ad alto valore nutrizionale, biostimolanti per l’agricoltura, valorizzazione degli scarti agroalimentari e soluzioni innovative per aumentare la shelf life dei prodotti.

 

Sono alcuni dei principali temi al centro di Food 4 Life, progetto di ricerca finanziato attraverso il Programma Regionale PR FESR 2021–2027 – Azione 1.1.1 Sub A nell’ambito della traiettoria Smart Agrifood, i cui risultati intermedi sono stati presentati durante l’incontro “Nuovi Orizzonti: Strategie e Strumenti per Anticipare il Futuro” promosso da RIBES-Nest in collaborazione con CUOA Business School.

 

A illustrare lo stato di avanzamento delle attività è stato il professor Martino Cassandro, docente del corso di Animal Breeding and Production dell’Università di Padova e coordinatore del progetto, che coinvolge 8 aziende e 4 organismi di ricerca con RIBES-Nest nel ruolo di capofila. Il progetto si trova attualmente nella fase conclusiva del secondo periodo di attività, mentre il terzo e ultimo step progettuale prenderà avvio dal giugno 2026.

 

Probiotici, fibre funzionali e agricoltura resiliente

 

Tra le attività più avanzate del Work Package 1 vi è lo sviluppo di prodotti probiotici attraverso l’utilizzo di Bacillus clausii nella pasta fresca. I test effettuati su tortellini ripieni arricchiti con spore probiotiche hanno mostrato il mantenimento della stabilità e delle proprietà funzionali anche dopo la cottura e durante le diverse fasi di conservazione.

 

Sempre nell’ambito del WP1 prosegue la ricerca sull’inulina estratta dalla radice di cicoria, fibra prebiotica naturale con potenziali applicazioni nutrizionali e funzionali legate anche al controllo glicemico. I risultati preliminari mostrano la possibilità di incrementarne la concentrazione attraverso specifici protocolli di estrazione.

 

Sono inoltre in corso prove su biostimolanti e prebiotici applicati a mais, pomodoro, cicoria e radicchio, con risultati incoraggianti sulla crescita radicale, sulle performance produttive e sulla biomassa vegetale. Parallelamente il progetto sta sviluppando attività di genomica applicata per identificare marker associati alla resistenza allo stress idrico.

 

Dai sottoprodotti del girasole ai peptidi bioattivi

 

Il Work Package 2 è dedicato allo sviluppo di nuovi alimenti funzionali a partire da idrolizzati proteici ottenuti da semi di girasole, valorizzando sottoprodotti derivanti dalla produzione di olio di girasole.

 

Le attività svolte hanno portato all’isolamento di centinaia di peptidi con potenziali proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Attraverso tecniche di spettrometria di massa, bioinformatica e molecular docking i gruppi di ricerca stanno approfondendo il comportamento di queste molecole e la loro possibile interazione con target coinvolti nei processi infiammatori.

 

I primi test condotti su larve di zebrafish sottoposte a stress ossidativo e infiammatorio hanno evidenziato risultati promettenti, confermando il potenziale antiossidante e antinfiammatorio dei peptidi studiati. Le prossime attività saranno focalizzate sull’identificazione dei peptidi più attivi e sullo sviluppo di possibili applicazioni nutraceutiche e alimentari.

 

Economia circolare, lattiero-caseario e shelf life

 

Nel Work Package 3 il progetto è focalizzato sullo sviluppo di processi di maturazione accelerata dei formaggi a pasta dura e sulla valorizzazione del siero derivante dalle lavorazioni casearie, finalizzata all’ottenimento di ingredienti per prodotti da forno e altre applicazioni alimentari. Sono inoltre in corso attività di laboratorio e studi formulativi orientati allo sviluppo di prodotti caratterizzati da un ridotto contenuto di olio, zucchero e sale. I nuovi prodotti realizzati verranno validati attraverso prove e analisi sensoriali sui formaggi e sulle formulazioni ottenute.

 

Il WP4 è invece focalizzato sull’utilizzo di scarti agroindustriali e chitosano, i primi per la produzione di bioplastiche e i secondi per aumentare la conservabilità di prodotti vegetali delicati. Le prove hanno mostrato risultati promettenti soprattutto con scarti provenienti dall’industria della birra e chitosano di origine fungina. Una delle linee future riguarda l’estrazione del composto dal carapace del granchio blu dell’Adriatico, trasformando criticità ambientali in una possibile risorsa. Le attività comprendono inoltre test di shelf life e packaging innovativi per prodotti lattiero-caseari.

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