Presentati i primi risultati del progetto finanziato dal PR FESR Veneto 2021–2027, coordinato dal professor Gerolamo Lanfranchi e promosso da RIBES-Nest
Dallo studio del microbioma intestinale alle varianti genetiche associate al declino cognitivo, passando per modelli cellulari avanzati, stress ossidativo e tecnologie innovative per la prevenzione.
Il progetto RIxAA sta sviluppando una piattaforma multidisciplinare dedicata allo studio dei processi biologici dell’invecchiamento, con l’obiettivo di individuare biomarcatori precoci e sviluppare strumenti utili per applicazioni diagnostiche, preventive e industriali che aiutino un invecchiamento sano e attivo individuando e mitigandone i processi degenerativi.
L’iniziativa è co-finanziata dalla Regione del Veneto attraverso il Programma Regionale PR FESR 2021–2027 – Azione 1.1.1 Sub A ed è stata presentata nel corso dell’incontro “Nuovi Orizzonti: Strategie e Strumenti per Anticipare il Futuro” promosso da RIBES-Nest in collaborazione con CUOA Business School.
A illustrare le attività progettuali è stato il professor Gerolamo Lanfranchi, coordinatore scientifico del progetto, che coinvolge 10 imprese partner, laboratori universitari veneti e gruppi di ricerca del CNR.
Il progetto RIxAA è articolato in quattro filoni di ricerca (Work Package) nei quali si coordinano le attività dei laboratori e delle imprese partner in accordo alle loro expertise.
WP1 – Biomarcatori, genetica e microbioma
Il primo Work Package è dedicato allo sviluppo di approcci innovativi per la valutazione multidimensionale dell’invecchiamento biologico. Il progetto integra parametri psicologici e cognitivi con parametri genetici, epigenetici, metabolici e cellulari, analizzando la composizione e le variazioni del microbioma intestinale, stress ossidativo, stato infiammatorio, microRNA, varianti genetiche, equilibrio redox e lunghezza dei telomeri. Le attività hanno coinvolto diversi soggetti che sono stati caratterizzati in base a diverse tipologie di variabili.
I primi risultati mostrano correlazioni significative tra invecchiamento biologico, stress ossidativo e fattori ambientali. Il progetto ha evidenziato interessanti relazioni tra danno ossidativo, lunghezza dei telomeri, fumo ed esposizione a inquinanti ambientali.
Attraverso analisi genome-wide sono state inoltre studiate diverse varianti genetiche, individuando polimorfismi associati a funzioni cerebrali e declino cognitivo. Sul fronte microbioma sono emerse associazioni con parametri metabolici, antropometrici e rischio cardiovascolare, oltre a una possibile relazione tra microbioma intestinale e capacità lavorativa, un aspetto ancora poco esplorato che potrebbe rappresentare un importante risultato originale del progetto.
WP2 – Autofagia e malattie neurodegenerative
Il secondo Work Package si concentra invece sull’autofagia, il processo biologico attraverso cui le cellule eliminano proteine alterate, aggregazioni proteiche e sostanze tossiche. Con l’invecchiamento questo sistema diventa meno efficiente, contribuendo allo sviluppo di patologie neurodegenerative come il Parkinson e Alzheimer.
Per studiare questi fenomeni il progetto ha sviluppato modelli animali (moscerini della frutta e topi), e modelli cellulari (neuroni dopaminergici derivati da cellule staminali). Questi modelli consentono di analizzare i processi molecolari dell’invecchiamento e di valutare possibili approcci preventivi e terapeutici, attraverso lo studio del processo autofagico, dello stress ossidativo e dell’equilibrio redox.
WP3 – Modelli cellulari e infiammazione
Il terzo Work Package è dedicato allo sviluppo di modelli cellulari avanzati basati soprattutto su cellule staminali derivate da cellule pluripotenti umane, indotte a differenziarsi in cardiomiociti e macrofagi.
Le attività puntano a valutare parametri legati a stress ossidativo, infiammazione e stato redox in questi sistemi cellulari utili per studiare condizioni associate all’invecchiamento attivo e alla qualità della vita.
In questi sistemi cellulari staminali, nel corso del progetto, sono stati inoltre testati peptidi che hanno mostrato risultati preliminari promettenti nella riduzione di specifici parametri infiammatori.
WP4 – Nuove tecnologie e applicazioni sperimentali
Il quarto Work Package raccoglie parte delle applicazioni sviluppate nei WP precedenti e mira alla realizzazione di strumenti, processi e prodotti per contrastare alterazioni ossidative e infiammatorie associate all’invecchiamento.
Il progetto sta valutando l’applicazione della tecnologia Quantum Molecular Resonance per mitigare alterazioni ossidative e infiammatorie in modelli cellulari e animali sperimentali. Sono già stati avviati infatti modelli in vivo autorizzati dal Ministero della Salute.
Le attività comprendono anche la caratterizzazione di nuovi integratori con possibili effetti antinfiammatori e sul microbiota, oltre allo sviluppo di specifici composti ottenuti in collaborazione con partner industriali e Università di Verona.