Possiamo riconoscere i segnali dell’invecchiamento prima che il declino diventi evidente? È questa una delle sfide al centro del progetto RIxAA, co-finanziato dalla Regione Veneto attraverso il Programma Regionale PR FESR 2021–2027 – Azione 1.1.1 Sub A.
Nel video, Sofia Pavanello, docente del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica dell’Università di Padova e leader del Work Package 1 del progetto, presenta i risultati raggiunti e la visione che guida le attività dedicate allo studio dei biomarcatori precoci dell’invecchiamento umano.
La ricerca mette a confronto popolazioni con caratteristiche differenti per comprendere come fattori biologici, ambientali e professionali, insieme agli stili di vita, possano influenzare il modo in cui ciascuno di noi invecchia.
I primi risultati hanno consentito di sviluppare un indicatore composito del declino funzionale e di studiarne la relazione con lo stress ossidativo, il rischio cardiovascolare, le patologie croniche e diversi marcatori biologici. Le analisi condotte hanno inoltre approfondito il ruolo dei telomeri, dell’epigenetica, della componente genetica e del microbioma, facendo emergere relazioni significative con le capacità cognitive, la salute metabolica e la capacità lavorativa.
L’obiettivo del progetto va oltre la descrizione dei processi biologici: RIxAA intende trasformare la conoscenza scientifica in strumenti capaci di individuare precocemente le condizioni di rischio e sostenere strategie di prevenzione sempre più mirate e personalizzate.
Grazie alla collaborazione tra università e imprese, il progetto punta ora a rendere questi strumenti applicabili a popolazioni più ampie, contribuendo a un monitoraggio dell’invecchiamento biologico più accessibile e concreto.
Una prospettiva nuova, che invita a non limitarsi a contare gli anni, ma a comprendere come stiamo invecchiando, per poter intervenire prima e meglio.
Nel video, l’intervista completa a Sofia Pavanello.